fbpx
Via Pietro Mascagni, 35 - Frosinone

E-Commerce e i carrelli abbandonati

carrelli abbandonati

Il fenomeno dei carrelli abbandonati è un problema che, prima o poi, chi possiede un e-commerce deve affrontare.

Carrelli abbandonati: di cosa si tratta? Semplice! Le persone iniziano l’ordine ma non completano l’acquisto, abbandonando il carrello con i prodotti precedentemente scelti.

Ti starai sicuramente chiedendo il perché di questo comportamento, ma ahimè, non esiste una soluzione univoca che possa spiegare questo “inconveniente” che provoca insoddisfazione da parte del cliente finale.

Ecco, però, qualche consiglio pratico che potrebbe essere utile per cercare di affrontare questo fenomeno poco piacevole, sia per chi ha un e-commerce ma anche per chi vuole aprirne uno, oltre che per l’utente finale.

1) Se il sito carica molto lentamente… l’utente scappa!

Un primo fattore che potrebbe incidere sull’acquisto o meno di un prodotto sul tuo e-commerce, potrebbe essere il tempo di caricamento del tuo sito.

Ovviamente, possono esserci tanti fattori che potrebbero incidere su questo fenomeno, non solo a livello hardware, ma anche a livello software, come la gestione della cache, pulizia del codice sorgente, caricamento Javascript e CSS.

Insomma, tante piccole anomalie che messe insieme potrebbero influenzare il tempo di risposta del server e quindi del caricamento del proprio shop online.

E proprio questa lentezza potrebbe creare insoddisfazione nel cliente che potrebbe decidere di rivolgersi alla concorrenza pur di non aspettare la risposta da parte del server.

2) Registrazione obbligatoria al sito per completare l’ordine

La registrazione obbligatoria sul tuo e-commerce per poter completare l’ordine potrebbe essere deleteria per i tuoi affari.

Perché? Perché il cliente potrebbe percepire l’obbligo di registrazione come l’inizio di ricevimento di SPAM, pubblicità sgradita nella propria casella di posta. Per questo bisogna essere chiari sul perché sarebbe utile per l’utente iscriversi, offrendo una doppia scelta:

  • al primo acquisto il cliente potrebbe non registrarsi e comunque portare a termine il pagamento;
  • successivamente, se soddisfatto del servizio e del tuo e-commerce, potresti cercare di “convincerlo” a registrarsi così da non dover inserire ogni volta i suoi dati per eventuali ordini successivi.

3) Percorso di checkout troppo lungo

Un terzo motivo che potrebbe benissimo collegarsi con il secondo, riguarda il suo percorso d’acquisto.

Infatti, un percorso di acquisto e di pagamento troppo lungo e difficilmente articolato, potrebbe risultare stancante, dispersivo e addirittura sconfortante per il cliente. Per questo sarebbe più utile scegliere un percorso per il checkout più snello, senza richiedere troppi dati in fase di registrazione.

4) Feedback durante la compilazione del form di acquisto

Un altro consiglio utile per diminuire il numero di carrelli abbandonati, riguarda l’invio di feedback all’utente, informandolo circa la corretta compilazione o meno del singolo campo del form di acquisto.

Perché questo “accorgimento” potrebbe essere utile per evitare un altro carrello abbandonato? Perché, in questo modo, l’utente finale non si vede costretto a compilare ex-novo interi (e lunghi?) form in caso di errore, magari senza vedersi specificato in quale campo si è verificato l’errore.

Un campo compilato in modo errato e non segnalato preventivamente, potrebbe generare frustrazione che, nella maggior parte dei casi, condurrebbe all’abbandono della transazione e quindi ad un altro carrello abbandonato da aggiungere alla lista.

5) Metodo di pagamento

Il metodo di pagamento se non gestito con criterio, può essere uno dei motivi dell’abbandono del carrello prima di completare l’acquisto. Infatti, la mancanza di scelta nel pagare ad esempio con il contrassegno, può essere un vero e proprio deterrente per l’acquisto online. Purtroppo, ancora oggi, molti utenti che vogliono fare acquisti online, non hanno piena fiducia in quei siti che non prevedono diversi sistemi di pagamento. Questo per vari motivi:

  • ordinare e pagare in anticipo senza vedere la merce;
  • non essere in possesso di una carta di credito per i pagamenti online;
  • paura di inserire i dati della propria carta di credito online.

Tutti fattori che possono “demotivare” il cliente finale che potrebbe decidere di comprare dalla concorrenza. Ma non disperare perché in questo caso una soluzione potrebbe essere proprio l’adozione del metodo di pagamento più noto e più richiesto: il contrassegno.

Questa soluzione, pur comportando un costo più alto nelle spese di spedizione a carico del cliente, è sicuramente un percorso da tenere in considerazione per recuperare il contatto con il cliente finale.

Infatti, poco importa del pagamento maggiorato del prodotto se si ottiene la possibilità di pagare al momento della consegna della merce. Ciò offre una maggiore sicurezza all’acquirente che sarà più propenso all’acquisto, soprattutto se non è un utente abituato a fare acquisti online.

6) Spese di spedizione

Altro pezzo del puzzle che può incidere sull’aumento dei carrelli abbandonati è il fattore “spese di spedizione” che dovrebbero essere ben specificate nella scheda prodotto.

Infatti, un fenomeno che sta prendendo piede è proprio l’azione, da parte di molti utenti, di aggiungere i prodotti nel carrello soltanto per vedere a quanto ammonterà il pagamento una volta che saranno state calcolate le spese di spedizione.

Solo arrivati a questo punto, se il prezzo finale non sarà in linea con il proprio pensiero, il carrello verrà abbandonato.

Perché si verifica questo fenomeno? Perché se le spese di spedizione risulteranno troppo alte rispetto ai prodotti scelti, ciò può essere percepito come una fregatura per arginare il “problema del prezzo basso e concorrenziale”.

Per questo sarebbe utile abbassare il costo delle spese di spedizione, magari alzando leggermente il prezzo del prodotto (per non rimetterci totalmente): la percezione di equità del prezzo sarà l’ago della bilancia nella decisione di abbandonare o meno il carrello o meno da parte del cliente finale.

7) Tempi di spedizione

A differenza del negozio fisico, negli acquisti online non sempre c’è la consegna a breve termine dei prodotti scelti. I tempi di spedizione sono, infatti, un altro criterio da tenere in considerazione quando si parla di carrelli abbandonati.

Utile, in questo caso, potrebbe risultare l’idea di offrire al cliente la possibilità di scegliere tra diverse modalità di spedizione, cercando così di soddisfare ogni esigenza:

  • spedizioni in 3-5 giorni per tutti quegli utenti che sono disposti anche ad attendere diversi giorni per la consegna, pur di risparmiare sui costi di spedizione. In questo caso, l’utente finale potrebbe abbandonare il carrello se non vede soddisfatto il proprio desiderio di risparmio, anche se questo viene giustificato con la consegna celere.
  • spedizioni in 24/48 ore per tutti coloro che vogliono ricevere il prodotto acquistato nel più breve tempo possibile. In questo caso non gli importa il costo della spedizione, purché si riceva il pacco nelle 24/48h successive. Se ciò non fosse previsto l’abbandono del carrello potrebbe diventare realtà.

8) Riempire il carrello per avere un promemoria futuro

Altra causa di carrelli abbandonati è la possibilità di poterli riempire come promemoria per acquisti futuri. Le motivazioni possono essere tante:

  • l’utente è in giro e la linea non prende bene, quindi aggiunge il prodotto nel carrello per poterlo concludere successivamente;
  • non ha a disposizione in quel momento i dati della carta di credito e quindi rimanda l’acquisto ad un momento più adatto;
  • inizia l’acquisto ma poi viene interrotto per motivi vari tenendo comunque i prodotti scelti nel carrello per concludere il processo successivamente.

Ovviamente, la maggior parte, soprattutto se si tratta di prodotti non urgenti, tenderà a dimenticarseli nel carrello con buona pace dei tuoi guadagni.

Insomma, i motivi possono essere tanti, difficile elencarli tutti. Ma la soluzione potrebbe essere una: ricordare all’utente, con una mail, che ha un carrello in sospeso, chiedendo, magari, un feedback sul perché non ha continuato con l’acquisto (se ha riscontrato problemi con il pagamento, ad esempio).

9) Interazione immediata con i clienti

Altro accorgimento che si può tenere in considerazione è l’interazione immediata con i clienti: la chat online diretta potrebbe essere una soluzione.

Questa accortezza nel voler essere tempestivi nelle risposte, nel creare un rapporto immediato con il cliente finale, soprattutto durante la fase di acquisto, aumenta il senso di fiducia degli utenti nei confronti del tuo shop online.

10) Specifiche sulle politiche di reso

Le politiche di reso sul proprio sito aziendale devono essere facili da trovare, comprensibili e chiare a chiunque voglia saperne di più.

Le informazioni sulla consegna e la possibilità di tracciare il reso da parte del cliente, devono essere esaustive e semplici nella loro interpretazione, ottenendo la sua fiducia, rassicurandolo, così, sui suoi acquisti.

In conclusione..

Questi sono solamente alcuni processi di ottimizzazione del tuo e-commerce, percorsi e accorgimenti che devono essere tenuti sotto controllo nel tempo, con costanza, tenendo conto dei cambiamenti dei prodotti, delle preferenze dei clienti acquisiti (e da acquisire) e soprattutto della concorrenza.

Migliorare l’esperienza d’acquisto, cercando di diminuire i numeri di “abbandono carrello”, significa appunto personalizzare il rapporto con l’utente finale, semplificandone la procedura d’acquisto.

Hai riscontrato anche tu questo problema, con il numero dei tuoi carrelli abbandonati che aumenta di giorno in giorno e non sai come procedere?

Noi di ElavWeb possiamo aiutarti a capire come muoverti per risolvere il problema dei carrelli abbandonati. La nostra consulenza è gratuita.

Autore:  Ilaria D’Ercole

0

Post Correlati

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
FAQ